25-04-2009LIBRO BIANCO DELL’ASSOCIAZIONE «NOPAIN» DOLORE, SONO COLPITI IN 10 MILIONI
E’ partito da Trieste il giro d’Italia dell’Associazione per la cura della malattia dolore «Nopain», che ha curato anche la pubblicazione di un libro bianco sull’argomento. In esso si delinea una situazione molto complessa e roblematica: sono innumerevoli le patologie e le condizioni cliniche che possono provocare sindromi dolorose croniche e sono
altrettante numerose le persone che ne sono affette. Si stima sia circa il 20 per cento della popolazione a livello italiano ed europeo, con conseguenti costi sociali elevatissimi. «Scopo del nostro giro d’Italia – spiega il dottor Paolo Notaro, presidente della Nopain, che è una onlus – è di denunciare il fatto che ci sono poche risorse dedicate, modelli organizzativi disomogenei, confusione culturale con le cure palliative di fine vita, disorientamento dei pazienti per una patologia che colpisce circa 10 milioni di italiani». Il tour, che prevede come prossime tappe quelle di Cuneo, il 28 aprile, all’Ospedale Santa Croce, Carli (Firenze) l’8 maggio, al palazzo della Regione, e Napoli il 20 maggio, al palazzo Alabardieri, servirà anche a cercare di migliorare la cura del dolore e per informare le persone,
sensibilizzando operatori e istituzioni.
«La prescrizione di farmaci analgesici – aggiunge Notaro – non è sinonimo di struttura di terapia del dolore, ma può e deve essere effettuata da qualsiasi laureato in medicina e chirurgia».
Dal libro bianco emerge anche che in Italia ci sono poche strutture dedicate, nell’ordine di 0,66 ogni 250mila residenti, pochi medici specialisti (1,2 ogni 250mila residenti), diversità di denominazioni, servizi eterogenei e ricorse economiche scarse.
In Friuli Venezia Giulia sono attive solo quattro strutture complessive, di cui due di terzo livello, una di secondo e una di primo. La distribuzione è di 0,82 ogni 250mila residenti. «Ancor oggi, troppo di frequente – ha sottolineato il dottor Sergio Cercelletta, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) – quando un paziente riceve una prescrizione di oppiaceo, pensa di essere affetto da un male incurabile» (u.s.)